Con la gente, tra la gente
La Giornata Missionaria Mondiale non puo' essere vissuta e celebrata al riparo
delle mura delle nostre Chiese. Ne sarebbe la sua mortificazione piu' grande ed e'
ii pericolo che sta correndo in questi ultimi tempi con l'affievolirsi della fede
nel cuore delle persone. Al contrario proprio per la sua forza evangelizzatrice
deve costringere la comunita' cristiana ad "andare" fuori, tra la gente, a
testimoniare che il Signore e' venuto, e continua a venire, per la nostra
redenzione, nelle strade del mondo.
"Andare" tra la gente del nostro territorio per cercare di scorgere, di capire e
valorizzare quello che c'e' di buono, di scoprire i germi del Verbo che sono
latenti e operanti nella vita dell'umanita'. Ma Si tratta anche di arricchire e
confrontare la nostra vita cristiana con quelle delle giovani chiese, con le loro
necessita', le loro esperienze, le loro sofferenze; di essere solidali con tutte le
comunita' cristiane sparse nel mondo.
Il compito di questo "andare" e' di tutto il popolo di Dio che deve fare del
mondo intero un tempio. Quindi tutto ii popolo deve diventare Chiesa
missionaria, ognuno con il proprio compito: il sacerdote impostando la
pastorale con un forte dinamismo missionario; i laici nella testimonianza
coerente e missionaria negli ambienti dove vivono; le anime di preghiera,
facendo della loro preghiera una linfa vitale per tutta la Chiesa e per tutto il
mondo.
Ecco allora che la Giornata Missionaria Mondiale non e' piu' un appuntamento
episodico e abitudinario per una comunita' parrocchiale, ma diventa sale e
fermento di un'opera evangelizzatrice che continuera' ogni giorno e per tutto
l'anno.