Cosa stiamo realizzando nel mondo


I progetti d'intervento delle Pontificie Opere Missionarie, mentre sovvenzionano le grandi opere ecclesiali, si curano dello sviluppo integrale dell'uomo e della sua societa' secondo l'intuizione di Paolo VI: "Lo sviluppo - scrive il Papa nella Populorum Progressio - non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l'uomo" (PP 14). La costante opera di solidarieta' profusa, con regolarita' e con attenzione agli sviluppi della vita dei popoli, delle razze e delle culture da parte delle Pontificie Opere Missionarie permette:

In AFRICA di sostenere il grande sforzo, auspicato da Paolo VI in Uganda nel 1969, della "creazione di un cristianesimo africano", attraverso: la formazione di piccole comunita' cristiane; la promozione dei vescovi locali; lo sviluppo di forme originali di vita consacrata; la partecipazione dei laici all'organizzazione della vita ecclesiale; il recupero dei valori positivi della tradizione religiosa secolare; la floritura di ministerialita' specifiche; il contributo all'elaborazione di una propria teologia africana; l'aiuto al trapasso post-coloniale verso una nuova forma di umanesimo, piu' incarnato nelle realta' locali.

In ASIA di evidenziare: percorsi originali e differenziati da nazione a nazione, nell'ambito del dialogo con le grandi religioni; l'approfondimento culturale e teologico delle categorie della salvezza, della creazione, dell'antropologia, di esperienze di inculturazione nelle grandi tradizioni di pieta' e di ascetismo; il confronto con la tumultuosa crescita economica a sviluppo gigante di alcuni Paesi; la sfida dell'annuncio cristiano ancora troppo estraneo per quasi tutti i popoli del continente.

In AMERICA LATINA di contribuire: alla moltiplicazione delle esperienze pastorali delle comunita' ecclesiali di base; alla crescita delle capacita' degli agenti pastorali di recuperare le valenze positive e dinamiche della religiosita' popolare; alla difesa e alla promozione delle minoranze oppresse (indios, neri, meticci); al decollo dell'elaborazione teologica, della creativita' ministeriale, della coscientizzazione delle masse popolari, della promozione dei diritti umani, della lettura popolare della Bibbia, della presa di responsabilita' politica nelle basi emarginate; al recupero della memoria storica delle tribolazioni e delle ribellioni dei neri e degli indios, dell'oppressione antievangelica operata sui deboli.

In OCEANIA di aiutare: le Chiese particolari a risvegliare la coscienza della loro identita' e missione nel contesto specifico del continente; promuove la formazione dei formatori e il discernimento delle vocazioni sacerdotali, con la consapevolezza del vario universo culturale delle popolazioni del Pacifico; sostiene lo sforzo di rinnovamento spirituale e pastorale per dare impulso alla "nuova evangelizzazione".

In EUROPA di favorire: l'apertura delle singole Chiese ad una tensione missionaria come risposta alle pressanti esigenze della "nuova evangelizzazione"; un rinnovato impegno di testimonianza e di dialogo a livello ecumenico ed interculturale; la solidarieta' senza confini verso i popoli del Sud del mondo; la formazione di una nuova generazione di missionari "ad gentes". (Dai test della Mostra itinerante "Fate questo in memo na di me" delle PP. OO.MM.)

A tutto questo si aggiunge la straordinarieta' degli aiuti che riguardano catechisti, le strutture diocesane delle Chiese giovani, cappelle, noviziati, seminari, collegi, centri di formazione all'apostolato, opere sociali, scuole, asili, ospedali, mezzi di trasporto, mezzi di comunicazione sociale, sostentamento per la vita delle Conferenze Episcopali. Un immenso cantiere dove Si costruisce quotidianamente il Regno di Dio.