L'evangellizzazione alle soglie del terzo millennio


La lettera apostolica di Giovanni Paolo II «Tertio Millennio Adveniente» conclude ii secolo piu' travolgente, esaltante e, per certi versi, piu' traumatico della storia dell'evangelizzazione del mondo. In questi cent'anni, sotto la spinta di una profonda coscienza missionaria, sono nate e si sono sviluppate in seno alla Chiesa universale le Congregazioni missionarie maschili e femminili; Si sono spalancati gli immensi spazi dell'Africa e degli altri continenti; sono sorte, in ogni paese libero, le Chiese locali con gerarchie proprie, clero, seminari, laicato, strutture. Si sono susseguiti senza interruzione momenti di esaltazione e di sacrificio: la terra si e' aperta all'abbraccio dei martiri: ogni continente conta e piange la sua lunga e interminabile processione di credenti sacrificati sugli altari del mondo: a nord e sud, a est e ovest.
La missione ha condiviso le sue alterne vicende con i popoli e le culture: ha annunciato al mondo, fin dove e' stato possibile, la liberta' che viene da Cristo morto e risorto; si e' fatta povera con i poveri, perseguitata con i perseguitati; discreta nel suo annuncio, aperta al dialogo con i vicini e i lontani. E' il secolo delle grandi encicliche missionarie, dalla Maximum Illud di Benedetto XV (1919) all'Ad Gentes, dall'Evangelii Nuntiandi alla Redemptoris Missio di Giovanni Paolo II(1991) l'enciclica che conclude idealmente oltre un secolo di "risveglio missionario" e ne apre uno nuovo spalancato sul terzo millennio e all'insegna di una "nuova evangelizzazione" tutta da definire, tutta da vivere.
Gli anni del dopo Concilio sono stati caratterizzati dai viaggi apostolici di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, dalle Conferenze di Medellin, Puebla e Santo Domingo e dai Sinodi, ultimo dei quali ancora nell'aria, il Sinodo per l'Africa: interamente africano nelle presenze e nelle problematiche. Si direbbe finalmente venuto per gli annunciatori del vangelo il momento di sostare per dare uno sguardo alla strada fin qui percorsa e per prendere fiato. In realta l'enciclica Redemptoris Missio, con l'urgenza che la caratterizza, apre una breccia sui grandi temi della missione e si sforza di fare 1uce su alcuni punti deboli quali: crescenti "dubbi e ambiguita' circa la missione ad gentes" (RM 2); la tendenza a tacere il messaggio e il ca1o di vocazioni missionarie (RM 46); l'espandersi delle religioni storiche e il proliferare delle sette (RM 55); l'aggiomamento delle strategie di evangelizzazione, e il primo annuncio (RM 44), il dialogo (RM 55), l'inculturazione (RM 52), la promozione umana (RM 58), la nuova evangelizzazione (RM 77).

La strada da percorrere, come si noterà, e ancora molto lunga; anzi la missione ad gentes e' ancora ag1i inizi (RM 40). I limiti temporali e numerici dell'evangelizzazione sono incerti e fluttuanti, ma lo Spirito Santo li rende decifrabili e, in qualche modo, accettabili. La sola certezza su cui si regge saldamente la missione proviene dalla fede in Cristo che vuole che tutti gli uomini siano assisi alla mensa del Padre e facciano corpo nella sua Chiesa.