Si prova piu' gusto nel dare che nel ricevere
L'autosufficienza economica e' un traguardo obbligatorio per le giovani Chiese,
anche se, per il momento, molto lontano. Ne hanno parlato i vescovi africani al
Sinodo. A qualcuno e' parso doveroso assicurare i cattolici italiani che ii
problema gli sta a cuore piu' di quanto si possa immaginare.
C'e' da crederci. Un vescovo del Malì, e con lui tanti altri, hanno palesato non
poco nervosismo nel constatare la propria fragilita' derivante da una continua e
prolungata dipendenza dagli aiuti finanziari di origine straniera che li obbliga a
sottoporre ad altri i propri progetti pastorali per finanziamento. Un vescovo
zairese si e' chiesto come possano le Chiese d'Africa contribuire allo sviluppo
della loro societa' se restano delle eterne mendicanti. Il cardinal Zoungrana del
Burkina Faso ha incoraggiato gli organismi ecclesiali a cooperare
generosamente con le Chiese di tutto ii mondo in ciò che concerne le priorita'
dell' evangelizzazione.
Siamo ben lontani dal ridurre l'evangelizzazione a puro gioco di cifre. Ma
rimane pur vero che senza un adeguato aiuto una Chiesa trovera' difficile
testimoniare concretamente la sua fede davanti al mondo. Quelli che fino a
cinquant'anni fa erano conosciute come le "Missioni", oggi sono diventate le "Chiese
locali", senza per questo cambiare il loro assetto. Povere ieri, povere
oggi. Fino a quando. Solo Dio lo sa. A noi e' chiesto, per l'amore che ci rende
fratelli, condividere con chi e' nel bisogno. Le necessita' di una Chiesa sono, piu'
o meno le stesse. Ovunque c'e' bisogno di cibo, di casa, di chiesa, di scuola, di
asilo, di ospedale, di trasporto, di vestito, di libri. Non diciamo, senza crederci,
che le Chiese povere possono fare a meno di qualcosa. Non tocca a noi limitare
agli altri le cose che abbiamo in abbondanza, soprattutto sapendo che niente di
quello che possediamo ci appartiene.
- Vi e' piu' gioia nel dare che nel ricevere (Atti 20, 3S).