L'urgenza di un nuovo risveglio missionario
Cio' che ci lasciamo alle spalle e' un secolo intenso di evangelizzazione, nato
sotto l'urgenza di una missionarieta' partecipata a tutti i livelli della Chiesa,
vissuta in ogni forma di vita e testimoniata con il fervore della fede e delle
opere. Saremmo tentati di accontentarci di quanto e' stato fin qui compiuto, se
non avessimo gli occhi spalancati su realta' mondiali emergenti che richiedono
un rinnovato dinamismo missionario e una disponibilita' a tutta prova da parte di
tutta la Chiesa e di ciascun credente.
Davanti ad ognuno di noi si apre un quadro complesso di urgenze
indilazionabili sia nel campo religioso che in quello culturale, sociale, politico.
Si vanno moltiplicando areopaghi di portata mondiale che postulano la presenza
assidua della Chiesa: l'impegno per la pace e la giustizia, la promozione e il
rispetto dei diritti delle minoranze, della donna, del bambino, della famiglia; il
dialogo, la solidarieta', la ricerca di Dio (cf. AM 37-38). A questo quadro
complesso di urgenze si aggiungono quelle derivate dai fenomeni sociali tipici
del nostro tempo e che incidono direttamente o indirettamente sulla vita della
Chiesa nel mondo: l'urbanesimo, le migrazioni di massa, i conflitti etnici,
messianismi e le sette. Insomma possiamo dire che gli ambiti della missione si
sono enormemente estesi fino ad abbracciare tutta l'umanita' con la ridda delle
sue problematiche e delle sue speranze deluse.
Ed e' proprio in questo momento di estremo bisogno che dobbiamo constatare,
con Giovanni Paolo II, «che la missione specifica "ad gentes" sembra in fase di
rallentamento, non certo in linea con le indicazioni del Concilio e del Magistero
successivo. Difficolta' interne ed esterne hanno indebolito lo slancio missionario
della Chiesa verso i non cristiani, ed e' un fatto, che deve preoccupare tutti i
credenti in Cristo... desidero invitare la Chiesa ad un rinnovato impegno
missionario» (RM 2). L'allarme viene da fonte sicura.
Dopo gli anni del Concilio caratterizzati da intenso coinvolgimento missionario
e terzomondista, stiamo assistendo ad una sensibile tendenza al ristagno,
dovuto ad una varieta' di fattori che restano tuttora difficili da analizzare. Di
fronte al pericolo di un "ripiegamento" o di una "fuga", ci sembra nostro dovere
richiamare tutte le comunita' cristiane agli impegni del loro Battesimo e della
loro vocazione missionaria perche', ispirandosi al "mandato" di Cristo e al
rinnovamento conciliare, riscoprano la loro vocazione missionaria e la vivano
con lo slancio e l'entusiasmo degli Apostoli e dei grandi missionari del Vangelo.